Cosa significa fare fotografia astratta? Parte I

©nojculture
Il procedimento
In questo articolo spiego uno dei miei procedimento per costruire uno scatto astratto.
L’immagine sopra illustrata si chiama “Archetype no.2 – cod. ABC#44″ e fa parte di una serie di cinque tavole ispirate alla geometria primitiva, in un’edizione limitata d’ognuna di 10 stampe.
Nel concreto il procedimento è suddiviso in tre fasi:

  • Selezione dell’immagine/foto.
    Lo scatto è stato realizzato mediante l’utilizzo di un rullino in bianco e nero inserito in una macchina fotografica Yashica degli anni ’80:  in quel momento avevo la necessità di immortalare una ragnatela di fili senza avere un gran controllo sui colori e sui contorni delle figure.
    Una sfocatura non controllata uniformemente e un alto disturbo/granulosità sullo sfondo mi avrebbero permesso di trasfigurare l’immagine reale per destinarla a un utilizzo più concettuale.
  • Camera oscura e stampa.
    Dopo aver sviluppato il rullino e scelto il negativo giusto, con un ingranditore, ho impressionato e allargato la figura su un supporto di carta fotosensibile.
    I dettagli nodosi della ragnatela sono “ingigantiti” e somigliano ad una rete metallica.
    Tuttavia ho definito il risultato in una finestra rettangolare, effettuando delle maschere con le mani e “bruciando” alcune zone (per bruciare in fotografia si intende far aumentare il passaggio della luce per intensificare la presenza di bianchi nel risultato finale).
    Durante la fase di stampa ho effettuato una breve solarizzazione.
    I contorni delle figure diventano linee più marcate e le sfumature chiare si invertono di luminosità: le ombre diventano luci e i colori chiari scuri.
  • Digitalizzazione.
    Questa fase come le altre non sono sempre necessarie per raggiungere l’obbiettivo, molto dipende dalla mia sensazione di finito che sento in un determinato momento. In questo caso il procedimento è stato molto più lungo del solito.
    La digitalizzazione è stata determinante per: la scannerizzazione, la colorazione/fotoritocco dell’immagine e il suo stampaggio su tela 70hx50w cm poiché il campione “analogico” è approssimativamente grande 10hx7w cm.

Archetype è una ricerca dell’immagine ancestrale: ciò che l’umanità percepiva nel mondo incontaminato nei tempi preistorici. L’opera è una rappresentazione astratta di una rete posta su una fessura di una parete scolpita a mano.  La silhouette sembra riflettere un’ombra sul terreno ed incute un timore verso l’esterno, formando una protezione nei momenti di buio da un luogo di cui si ha poca confidenza. Può considerarsi l’archetipo di una porta che, in tutta la sua fragilità, protegge l’uomo dall’ignoto.

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info@nojculture.com

English version

The process
In this article I explain one of my processes for constructing an abstract shot.
The image shown above is called “Archetype no.2 – cod. ABC#44” and is part of a series of five plates inspired by primitive geometry, in a limited edition of 10 prints each.
In concrete terms, the process is divided into three phases:

  • Selection of the image/photo.
    The shot was taken using a black and white roll of film inserted into a Yashica camera from the 1980s: at that moment I needed to capture a spider’s web of threads without having much control over the colours and contours of the figures.
    An unevenly controlled blur and high noise/grainy background would allow me to transfigure the real image for more conceptual use.
  • Darkroom and printing.
    After developing the film and choosing the right negative, I used an enlarger to impress and enlarge the figure on a photosensitive paper support.
    The gnarled details of the spider’s web are “magnified” and resemble a wire mesh.
    However, I defined the result in a rectangular window by making masks with my hands and “burning” certain areas (burning in photography means increasing the passage of light to intensify the presence of whites in the final result).
    During the printing phase I made a short solarization.
    The contours of the figures become more pronounced lines and the light shades are reversed in brightness: the shadows become light and the light colours dark.
  • Digitisation.
    This step like the others is not always necessary to achieve the goal, a lot depends on my feeling of finishedness that I feel at a given moment. In this case the process was much longer than usual.
    Digitisation was crucial for: scanning, colouring/editing the image and printing it on 70hx50w cm canvas as the ‘analogue’ sample is approximately 10hx7w cm in size.

Archetype is a search for the ancestral image: what humanity perceived in the pristine world in prehistoric times. The work is an abstract representation of a net placed on a crack in a hand-carved wall.  The silhouette seems to reflect a shadow on the ground and instils an awe towards the outside, forming a protection in times of darkness from a place that one has little confidence in. It can be considered the archetype of a door that, in all its fragility, protects man from the unknown.

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Artista fiorentino, attivo da moltissimo tempo nel mondo dell’arte.
La pittura è parte integrante della sua vita da sempre, dipinge sin da quando ne ha memoria, utilizzando le più svariate tecniche e lasciando spazio a creative sperimentazioni.
Molto apprezzato negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna, è attivo, come artista, attraverso la partecipazione a vari concorsi nazionali ed internazionali nonché essendo membro dell’Associazione “Amici di Gadarte” di Firenze.

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